Archiviata la festosa presentazione della squadra del 21 gennaio scorso, è giunta l’ora di pedalare anche per gli arzilli Giovanissimi della Stella Alpina, che rappresentano la categoria di avviamento al ciclismo dai 7 ai 12 anni. La novità principale per la stagione 2012 riguarda il cambio al timone della formazione: sarà infatti il direttore sportivo Vito Salatiello la nuova guida tecnica del vivaio biancoceleste. Sei anni di ciclismo trascorsi con la Stella Alpina e numerose vittorie conquistate con tenacia ed astuzia, spiccano su tutte le due affermazioni ottenute in solitaria proprio sulle strade di casa, a Renazzo. La sua carriera agonistica è terminata con la conclusione del biennio juniores nell’ottobre 2009, di seguito è iniziata presto quella da direttore sportivo, con la qualifica di Tecnico FCI 1° livello conseguita nei mesi seguenti. Nel 2010 e nel 2011, conclusa prima la maturità scientifica e intrapresa poi la Facoltà di Giurisprudenza a Ferrara, che lo vede tuttora impegnato, è rimasto dietro le quinte, ma nello scorso autunno si è presentata l’occasione per salire in ammiraglia e Vito Salatiello non ha saputo rinunciare.
Vito, cosa ti aspetti da questa prima esperienza da Tecnico con bambini di 7-12 anni?
“Il gruppo di ragazzini è consistente. Lessi tempo fa che il più grande limite per un insegnante è credere di non avere più nulla da imparare. Senz’altro sarà l’occasione buona per cercare di trasmettere quei valori che la bicicletta mi ha insegnato e in cui tanto credo, ma anche e non in seconda istanza, per imparare quanto l’infanzia ha da insegnare al mondo adulto”
Quali saranno gli obiettivi tecnici e comportamentali da raggiungere, individualmente e collettivamente, in questo percorso stagionale?
“Non mi soffermerei più di tanto sugli obiettivi tecnici, trovo che a questa età il raggiungimento del risultato debba essere soltanto la ciliegina sulla torta. Per quel che mi riguarda, il primo obiettivo è quello di arrivare a fine stagione con un gruppo di ragazzini ancora entusiasta dell’attività e che abbia imparato qualcosa da questa stagione. Questa aspettativa individuale si trova riflessa in quella collettiva, con il progetto di trovarsi in un gruppo il più unito e corretto possibile. A questo giovano le recenti modifiche al regolamento federale, che prevedono l’assegnazione dei premi per squadra, in maniera preferenziale rispetto alla premiazione singola”
Cosa può trasmettere il ciclismo a un bambino così giovane? Quali valori morali e sportivi possono rappresentare pilastri e sicurezze per la loro formazione adolescenziale?
“Il ciclismo è considerato da sempre, nonostante le tristi vicende di doping cui si assiste ultimamente, motivo di enormi fatiche, le cosiddette fatiche eroiche. Di certo, i miei bambini non andranno in un futuro prossimo a competere sul Mont Ventoux, ma sicuramente, spingendo su quei piccoli pedali, cominceranno a conoscere quel minimo sacrificio indispensabile per raggiungere qualsiasi traguardo nella vita, nonchè, qualsiasi difficoltà che di per se questa ci propone, magari dandogli la possibilità di attraversare il più serenamente possibile il tortuoso percorso che porta all’età adulta”.
Spesso si accosta il ciclismo giovanile ad appositivi gonfiati quali “esasperazione” o “eccessivo agonismo”: ritieni che la ricerca ossessiva del risultato in tenera età e le aspettative del tecnico o del genitore possano costituire un freno al proseguimento dell’attività ciclistica futura per il bambino?
“Ci troviamo, nel ciclismo giovanile, a destreggiarci nell’approccio con ragazzi in età evolutiva, età in cui la prospettazione di figure di riferimento è indispensabile. Proprio per tale motivo, è necessario che la figura del tecnico si discosti da quella che è la mera ricerca del risultato, che di per se, poco o niente lascia nella memoria del piccolo atleta. E’ necessario, invece, che la figura del tecnico sia quella di una persona capace di comprendere le naturali attitudini e capacità di ogni singolo ragazzo, per permetterne una crescita psicofisica più armoniosa possibile, in grado di creare, attraverso l’assegnazione di graduali compiti e doveri nel lavoro di squadra e nella regolarità degli allenamenti, persone responsabili e mature”.
Nella categoria Giovanissimi è consigliabile proporre l’attività sportiva sottoforma di momenti ludici e ricreativi, con la bicicletta. Come si svolge un allenamento per principianti e aspiranti ciclisti?
“L’attività ludica risulta essenziale per il corretto sviluppo di altre abilità motorie oltre quelle prettamente “ciclistiche”, nonchè, risulta essere un valido antidoto contro la monotonia che può rappresentare un allenamento in bicicletta, talvolta insostenibile per un bambino. Per tali motivi gli esercizi si incentrano su quello che costituisce il vero “imparare ad andare in bicicletta”, con percorsi di slalom, coordinazioni oculo-manuali e simili. Accanto a queste si inseriscono prove tipiche della attività ciclistica, quali cronometro, sprint e altri, che oltre ad un beneficio fisico, costituiscono varietà e motivo di confronto per i ragazzi”
Quando inizieranno i primi allenamenti?
“I primi allenamenti avranno luogo sabato 3 marzo alle ore 16, presso la sede della Stella Alpina. Rimaniamo sempre pronti ad accogliere nuove leve, a tal proposito si può contattare la società direttamente il mercoledì dalle 20,30 nella sede di via Renazzo 52. Purtroppo, in mancanza di una zona protetta, siamo costretti a ripiegare nella zona artigianale per le sedute di allenamento”.
Quanto è importante oggi disporre di un ciclodromo per una società ciclistica giovanile secondo te?
“Ai miei tempi, uscivamo da soli!” Spesso odo da anziani appassionati. Purtroppo, basta controllare i dati sulle immatricolazioni auto per capire che l’imponente traffico cittadino non permette sempre lo svolgimento della attività ciclistica nella totale sicurezza per i ragazzi. Inoltre, il ciclismo sente sempre più l’esigenza di parificarsi ad altre discipline sportive quanto a motivo di svago per un bambino. Per questi motivi anche gli orari di luce non risultano sempre congeniali alla attività ciclistica. Per questi motivi, risulta sempre più impellente nel campo la necessità di un ciclodromo per svolgere le attività di cui sopra, senza dimenticare, poi, l’importanza che questi possa avere dal punto di vista della socializzazione, in quanto permetterebbe l’incontro con ragazzi anche di altre società sportive”.

Simone Frigato

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