Bruzzese e Musacchi infiammano il Palapalestre
Michal Bilak, mestierante che ha portato i suoi cazzotti sul ring di tanti angoli d’Europa, era arrivato a Ferrara con intenzioni bellicose. L’approccio al match ha fatto capire che sicuramente non era partito da Praga per venire a fare il turista. Quel lungo sinistro tenuto basso, pronto all’agguato, indicava le motivazioni dell’esperto pugile della Repubblica Ceca. Ma ciò che Michal Bilak (31 anni, 35 match alle spalle, professionista dal 2002) non immaginava è che un ragazzo con appena 5 match da professionista potesse fargli tanto male. Sul ring estense del palasport di via di Porta Catena (dove il mitico Carlos Duran cominciò la sua bellissima avventura italiana) Damian Bruzzese ha confezionato una performance di tecnica, stile, scelta di tempo, rapidità, eleganza, precisione, senso tattico. E anche di grande serenità. E’ una delizia per gli occhi vedere un cruiserweight (peso massimo leggero, attorno ai 90 chili) muoversi con la coordinazione, l’armonia, i riflessi, gli spostamenti laterali di Damian Bruzzese. E poi, quella capacità di portare tutti i colpi del repertorio pugilistico, sopra e sotto, con diverse combinazioni. Il “volpone” di Praga se li ricorderà per un bel pezzo tutti quei sinistri veloci che si sono stampati sulla sua bocca e che gli hanno gonfiato il naso. Nè dimenticherà quel magistrale gancio destro d’incontro al mento che lo ha stordito, rintronato, quando era passato da poco il primo minuto del quinto round. Lì si sono spente le lampadine. Bilak era già cotto.
Racconta Bruzzese: “In questi casi l’istinto ti porterebbe a buttarti immediatamente addosso all’avversario in difficoltà. Ma ho sentito dal mio angolo Massimiliano Duran indicarmi di fare un passo indietro: giusto un attimo, per prendere fiato e poi lanciarmi nell’attacco decisivo. E’ fondamentale quel passo indietro, serve per prendere lucidità, per vedere e capire dove andare a mettere le mani”.
E non ci sono dubbi: Damian Bruzzese è pugile che sa dove piazzare le mani. Eccome. Impressionante per continuità ed efficacia la raffica di colpi che il ragazzo cresciuto nella palestra dei Duran ha portato nello spazio di pochi secondi. Combinazioni di ganci e montanti che il frastornato Bilak, inchiodato in un angolo, non riusciva ad evitare. In difesa passiva contro le corde, incapace di arginare l’azione inesorabile di Bruzzese, il pugile ceco è stato fermato dall’arbitro Quartarone, il quale non ha avuto esitazioni, guardando l’espressione del pugile ceco, a mettere fine al combattimento. Decisione saggia (accolta bene da Bilak) dell’arbitro bolognese, uno dei migliori italiani a livello internazionale, la cui presenza ha aggiunto spessore alla riunione organizzata dalla Pugilistica Padana dei fratelli Duran. Pensate che Giuseppe Quartarone, appena cinquantenne, ha già diretto 37 combattimenti tra titoli Europei e titoli Mondiali e Intercontinentali WBA e WBO, e in altri 44 ha fatto da giudice. A bordo ring c’era il maestro di Quartarone, anch’egli noto arbitro e giudice internazionale, Pierluigi Poppi, in pista da tanto tempo, un record (fra giudice e arbitro) di una novantina di match Europei e ben 45 fra combattimenti mondiali WBA (sottolineiamo quello dei massimi Valuev – Holyfield) e titoli Intercontinentali WBA. Restando in tema di personaggi presenti a bordo ring, c’era Mirko Larghetti (il “toro del Montefeltro” campione Internazionale WBC dei cruserweight) a fare il tifo per Damian Bruzzese e ad applaudirne la performance. Sono della stessa palestra, Mirko e Damian. Preparati da Momo Duran. Fanno i guanti insieme. Soprattutto, sono grandi amici. E’ bello vederli insieme. Due ragazzi d’oro. Due pugili interessantissimi, in grande crescita. Sono le “speranze” italiane nella categoria dei cruiser. Non c’è alcuna gelosia fra loro. Viaggiano su percorsi diversi. Per Larghetti è stata scelta la strada internazionale, mentre Damian Bruzzese entro il 2012 si batterà sicuramente per il titolo italiano dei massimi leggeri (attualmente in possesso di Rossitto). Damian Bruzzese ha il grande pregio di saper doppiare i colpi. Gli ho visto portare combinazioni diverse e tutte efficaci. Ad esempio, sinistro-sinistro e diretto destro dall’alto al basso. Oppure, sinistro-sinistro-montante destro-gancio destro.
Un aspetto interessante che ho notato anche in altri match di Damian: quando gli avversari cercano di togliergli la media distanza e di bloccarlo appoggiandosi addosso a lui, Damian è molto abile nel partire con quei corti montanti (sia col sinistro sia col destro) che nessuno si aspetta e che sono dolorosi.
DAMIAN ANCORA IMBATTUTO. Bruzzese conserva l’imbattibilità. Sei match, altrettante vittorie. Due prima del limite, entrambe nel palazzetto di via Porta Catena ed entrambe alla quinta ripresa.
SHOW DI MATTIA MUSACCHI. Di ottimo livello il “contorno” dilettantistico, che ha proposto anche combattimenti fra i ragazzi più interessanti della Pugilistica Padana e ragazzi cechi preparati dal Maestro Yan Teleki. Ha fatto effetto la vittoria-lampo di Mattia Musacchi. Lo conosciamo come un “piccolo artista” della boxe di rimessa, elegante nelle schivate e negli spostamenti laterali e in possesso d’una apprezzabile tecnica difensiva. Gli facevano difetto convinzione e concretezza in fase offensiva. Ebbene, Mattia ha sorpreso tutti. E’ partito fortissimo, deciso, sicuro, non ha dato il tempo a Jakub Korbeli di studiare una tattica. Musacchi lo ha aggredito e dopo appena un minutino gli ha “sparato” un fantastico diretto destro. Il ragazzo ceco, dolorante, sofferente alle corde, non è stato in grado di proseguire.
Molto bravo dal punto di vista tecnico il giovanissimo Federico Bellancini, 18 anni, campione italiano youth, gioiellino del maestro Tiziano “siluro” Scarpellini a Santarcangelo. Bellancini e l’energico orgoglioso Cristian Bruzzese (il fratello di Damian) hanno dato vita ad una sfida appassionante, caratterizzata da una intensità straordinaria. Tre round di aspra battaglia a distanza ravvicinata, più preciso Bellancini nelle prime due riprese, vigorosa reazione di Cristian Bruzzese nel terzo round (confermando d’essere un pugile che cresce alla distanza). Secondo i giudici il forcing del ferrarese nell’ultima ripresa non è stato sufficiente a colmare lo svantaggio. Bellancini è calato nel finale. Ci sta che sia anche un attimino stanco, a diciott’anni (debuttante) ha affrontato un 2011 estremamente intenso con 16 combattimenti nello spazio di dieci mesi. Dodici vittorie, tre pareggi, una sola sconfitta.
Successo prima del limite di Emanuele Zagatti contro Zarinicky. Benino Armando Cavalieri d’Oro, che ha faticato più del previsto a prevalere (ai punti) su Bartos. Emozionante ed equilibrato il combattimento fra Leo Longhi Gelati, diciottenne bolognese della Boxe Regis, e il ferrarese Daniele Musacchi fratello di Mattia. Verdetto per Musacchi, ma ci stava bene il pari.
Nicolae Pisarenco e Lorenzo Servadei sono stati gli applauditi interpreti d’una vibrante sfida, nella bagarre del terzo round si è esaltato il guerriero Pisarenco che è andato a guadagnarsi il verdetto.
Si sono alternati come arbitri negli incontri dilettantistici Annichiarico e Stupazzini, mentre Giuseppe Quartarone ha diretto il match professionistico.
Maurizio Roveri
da Boxe Ring Web



